Come figlie di San Francesco, rispondiamo all’appello del Santo Padre con la nostra “arma disarmata”: la preghiera, segno di speranza in un mondo ferito.

La Veglia di preghiera per la pace

La Veglia di preghiera per la pace, indetta da Papa Leone XIV nel giorno di Pasqua, al termine della benedizione Urbi et Orbi, si terrà nella Basilica di San Pietro sabato 11 aprile 2026, alle ore 18.00. Sarà presieduta dal Santo Padre e aperta alla partecipazione di tutti i fedeli. Si tratta di una convocazione spirituale che attraversa confini, culture e ferite. (Per l’accesso alla Basilica non è previsto alcun biglietto).

«Invito tutti a unirsi a me nella veglia di preghiera per la pace che celebreremo qui, nella Basilica di San Pietro, il prossimo sabato 11 aprile, per chiedere al Signore il dono della pace in quest’ora particolarmente drammatica dell’umanità. Noi cristiani sappiamo che è possibile sperare contro ogni speranza, nonostante la morte che vediamo presente nella violenza, nelle ferite del mondo, nel grido di dolore che si leva da ogni parte per i soprusi che schiacciano i più deboli, per l’idolatria del profitto che saccheggia le risorse della terra, per la violenza della guerra che uccide e distrugge».

Accogliamo l’invito accorato del Santo Padre e raccogliamoci in preghiera nelle nostre comunità, in ideale unione con il Pontefice, oppure – per chi può – nella Basilica di San Pietro, per fermare il vortice di dolore, sofferenza e devastazione. Diciamo il nostro “no” alla guerra, senza abituarci all’orrore.

Come figlie di San Francesco, profeta di pace in un tempo travagliato e difficile come il nostro, anche oggi, a ottocento anni di distanza, siamo chiamate a custodire e rendere viva questa eredità. La nostra “arma disarmata” è la preghiera, unita a un forte impegno nel seminare pace là dove nascono divisioni; nel compiere gesti di riconciliazione là dove si costruiscono muri; nel fare scelte coraggiose là dove sarebbe più comodo tacere.

Perché la pace, prima di essere costruita, deve essere invocata. E, prima ancora, desiderata.