La Delegazione di Roma riunita nella solennità di San Francesco e nella gioia per il 60° di vita religiosa di sr. Chiara Ištuk
Roma, 4 ottobre 2026
In un clima di gioia, fraternità e profonda gratitudine, la Delegazione di Roma si è riunita presso la comunità della Farnesina per celebrare solennemente San Francesco d’Assisi, nostro Serafico Padre.
Una ricorrenza che ogni anno vede le nostre comunità ritrovarsi insieme per rendere grazie al Signore per il dono di Francesco e ravvivare, alla luce del suo esempio, la comune vocazione francescana. Quest’anno la celebrazione ha assunto un significato ancora più intenso e solenne, collocandosi nel Giubileo francescano, nell’ottavo centenario della morte di San Francesco.
Per questa speciale occasione erano riunite tutte le comunità della Delegazione di Roma, insieme alle sorelle della Casa generalizia e all’intero Governo generale: una presenza particolarmente significativa, espressione visibile di comunione e fraternità attorno alla figura e all’eredità spirituale del Poverello di Assisi.
Alla gioia della solennità francescana si è unito quest’anno un ulteriore motivo di gratitudine: il 60° anniversario di vita religiosa di sr. Chiara Ištuk. Sessant’anni di un “sì” fedele al Signore, vissuto nella preghiera, nell’umiltà e nel servizio generoso, sulle orme di San Francesco.
Cuore della giornata è stata la solenne Celebrazione Eucaristica, presieduta da S.E. Mons. Piero Coccia, Arcivescovo emerito di Pesaro, e concelebrata da don William Millea, sacerdote amico di sr. Chiara e di altre sorelle che con lui hanno condiviso un tratto del loro cammino apostolico durante la permanenza presso il Collegio Nord-Americano.
Nell’omelia, prendendo spunto dalle letture, accomunate dall’immagine della vigna, Mons. Coccia ha invitato l’assemblea a interrogarsi: Quale “vigna” il Signore ci ha affidato?
C’è anzitutto la vigna della vita e della fede, ricevute in dono. Ma il Signore ci chiama a lavorare anche nella vigna della comunità cristiana, della Congregazione e della comunità alla quale apparteniamo. Sono luoghi nei quali Egli si prende cura di noi e nei quali, nello stesso tempo, attende i frutti della nostra risposta: amore, misericordia, fedeltà e fraternità.
San Francesco ne è luminoso esempio. Il Signore gli ha affidato la sua vigna ed egli l’ha coltivata con fedeltà e fecondità, consegnandosi interamente a Cristo e spendendo la propria vita nell’edificazione del suo Regno.
Da qui un’altra domanda rivolta dal celebrante all’assemblea: che cosa chiede il Signore a ciascuno di noi?
Ci chiede di essere fedeli alla vocazione ricevuta, rispondendo con responsabilità, e di essere fecondi nell’apostolato, operosi e generosi nel costruire il Regno di Dio.
E quando ci sentiamo fragili o non all’altezza del compito affidatoci, siamo chiamati a cercare conforto e forza in Cristo, accogliendo l’esortazione di san Paolo ai Filippesi: “La pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù”. È la pace che ha trovato Francesco, conformandosi sempre più pienamente a Cristo, consegnandosi a Lui e rendendo feconda, con fedeltà e responsabilità, la “vigna” affidatagli.
In questa stessa prospettiva di fedeltà alla vocazione e fecondità del dono, Mons. Coccia ha rivolto un particolare augurio a sr. Chiara per i suoi sessant’anni di vita consacrata a Dio, alla Chiesa e alla Congregazione, invitandola a rinnovare la propria consacrazione al Signore. È seguito uno dei momenti più intensi della celebrazione: con voce tremante per l’emozione, sr. Chiara ha pronunciato nuovamente la formula dei voti, rinnovando quel “sì” al Signore che ha accompagnato sessant’anni della sua vita.
Al termine della Celebrazione Eucaristica, la festa è proseguita nell’agape fraterna, nella gioia semplice e autenticamente francescana che caratterizza la nostra famiglia religiosa.
La solennità di quest’anno ha lasciato così in tutte un rinnovato sentimento di gratitudine e di appartenenza: gratitudine per il dono di San Francesco, che a ottocento anni dalla sua morte continua a parlare alla Chiesa e a interpellare la nostra vita; gratitudine per la vocazione francescana ricevuta e condivisa; gratitudine, infine, per la testimonianza di sr. Chiara e per i suoi sessant’anni di fedeltà.
Una giornata vissuta insieme, come famiglia, nel segno di Francesco, per tornare ancora una volta alla sorgente della nostra vocazione e riprendere con rinnovata fedeltà il lavoro nella “vigna” che il Signore continua ad affidarci.










